Un male morale, psicologico o sociale? Cantare la complessità dell’idea del consumo problematico di droghe. “Gee Officer Krupke” nel film West Side Story

By | 10 maggio 2017

A dispetto degli straordinari avanzamenti della ricerca, la spiegazione dell’abuso di droghe e delle dipendenze, come in generale di tutti i disturbi del comportamento, continua a restare problematica, confusa e talora contraddittoria. Ciò è soprattutto dovuto alla intrinseca complessità di questi comportamenti, alla complessità del comportamento umano, che impone una necessaria pluralità di punti di vista e di livelli di spiegazione, dalla dimensione genetica a quella farmacologica e fisiopatologica, sino a quelle psicologica, etica, sociale, economica. Il problema è che questa articolazione di teorie e modelli esplicativi continua a restare frammentata, caotica e largamente attraversata da contrasti e contraddizioni. È un panorama epistemico che rende assai difficile, se non impossibile, la formulazione di teorie in grado prefigurare l’auspicata e attesa sintesi o perlomeno un dialogo partecipato tra i diversi livelli di spiegazione, tra le differenti aree della ricerca che si misurano col problema delle sostanze e del loro abuso e in definitiva con tutti i disturbi psichiatrici, con tutti i comportamenti devianti.

Lo sconcertante balletto di concetti e fattori causali diversi e opposti cui ci si può appellare quando si intende spiegare i comportamenti disfunzionali è per questo esemplarmente rappresentato da “Gee Officer Krupke” una canzone di West Side Story, uno dei musical di maggior successo della storia del teatro e poi del cinema.

Ambientato nell’Upper West Side di New York, il musical è ispirato a Rome e Giulietta di Shakespeare. Racconta la storia di un amore contrastato che finisce tragicamente e della rivalità tra i Jets e gli Sharks, due gang giovanili che si contendono il quartiere.

Nella canzone “Gee Officer Krupke” i Jets fanno una acuta parodia del modo contraddittorio con cui è possibile spiegare il loro comportamento problematico all’agente Krupke, spesso chiamato a porre fine alle risse con la gang portoricana degli Sharks. Si comportano così, cantano i Jets, perché sono cattivi, viziosi; no anzi, perché sono malati; niente affatto, per colpa della società, nemmeno per sogno, semplicemente perché sono delinquenti: quella pluralità di opposte spiegazioni che possiamo sentire quando si parla di abuso di sostanze e di dipendenze. 

Oltre a questo nel musical trovate altri famosi brani cantati con bellissime coreografie, come “Maria“, “America“, “Somewhere“, “Tonight“, “Jet Song“, “Cool” e lo straordinario Prologo.

Ecco “Gee Officer Krupke”. Ho messo i sottotitoli in italiano, se serve attivateli, buon divertimento.

Stefano Canali

 

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