Gioco d’azzardo compulsivo: colpa (anche) della poca conoscenza

By | 22 marzo 2018

Da diversi anni molti gruppi di ricerca in tutto il mondo cercano di spiegare un complesso fenomeno culturale, dalle pesanti ricadute economiche e sociali: il gioco d’azzardo compulsivo (detto anche gambling), che può sfociare in una vera e propria dipendenza comportamentale.

Uno studio, pubblicato lo scorso anno sulla rivista International Gambling Studies, aggiunge un nuovo tassello alla comprensione dei processi che portano allo sviluppo della dipendenza, e si focalizza sul livello di conoscenza che i giocatori hanno riguardo al funzionamento delle slot-machine (che rappresentano uno degli approcci più rischiosi al gioco d’azzardo, vista la loro modalità di utilizzo e la relativa facilità con cui vengono reperite).

La ricerca si è focalizzata in particolare su una caratteristica delle slot, le “sconfitte travestite da vittorie” (losses disguised as wins – LDW): in pratica, anche quando il giocatore riceve meno soldi di quanti ne ha puntati, il macchinario fornisce una serie di feedback (visivi, come luci colorate o a flash; uditivi, come un motivetto celebrativo) positivi. Il giocatore è così tratto in inganno, crede di essere in una serie vincente e continua a giocare, anche se in realtà sta perdendo.

I ricercatori dell’Università di Waterloo hanno dimostrato che mostrare a giocatori novelli (in cui quindi la falsa convinzione di stare vincendo non era ancora ben radicata) un breve video educativo, in grado di spiegare questo il trucco delle LDW, aiuta a ridurre il rischio di sviluppare comportamenti di natura patologica.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno diviso il campione sperimentale – composto da 54 giocatori novelli- in due gruppi: un gruppo ha visionato un filmato educativo sulle LDW, l’altro gruppo un filmato riguardante altre tematiche, non legate al gioco d’azzardo. Ogni gruppo ha poi dovuto effettuare due sessioni di gioco: in una erano state impostate poche LDW, nell’altra molte. Il compito dei partecipanti era sempre lo stesso: stimare il numero di volte in cui avevano vinto più di quanto avessero puntato.

Nella sessione con molte LDW, i gruppi vincevano il 10% delle volte. Tuttavia il gruppo che non aveva guardato il video educativo sovrastimava in modo eclatante il numero di vittorie (fornendo come risposta, in media, 23%). Il gruppo che invece aveva visto il video forniva una risposta nettamente più vicina alla realtà (12% di media). Questa differenza era presente, anche se meno marcata e non supportata dall’analisi statistica effettuata, anche nella sessione con poche LDW:

Per approfondire, trovate l’articolo completo a questo link.

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