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Tratti di personalità dei consumatori di droghe

Lucian Freud, Autoritratto, 1985

L’ambiente sociale è un fattore cruciale tra i diversi che contribuiscono a determinare l’insorgenza della dipendenza negli individui. Tuttavia, tra le persone esposte agli stessi condizionamenti sociali solo alcune persone diventano dipendenti da sostanze o da comportamenti, come ad esempio il gioco d’azzardo patologico. Questa differenza non può essere solo casuale e suggerisce che esistano, tra gli altri, anche tratti di personalità che possono favorire la dipendenza o aumentare la resistenza ai fattori di rischio per questa condizione (ne abbiamo già parlato in altri articoli). Ciò evoca diversi interrogativi sul rapporto tra tratti di personalità, ambiente, azione delle sostanze. Un primo fondamentale è se sia possibile valutare il rischio del consumo di droghe per diversi profili di personalità. Un’altra rilevante questione è se il rischio di sviluppare dipendenza relativo ai diversi tratti di personalità sia diverso per le differenti sostanze psicoattive.

Sono domande importanti per le politiche di prevenzione, per le strategie di intervento nella cura delle dipendenze, per la formazione di personale educativo e sanitario in grado di rilevare la componente psicologica del rischio per le dipendenze e di usare queste conoscenze per realizzare percorsi di prevenzione e recupero fatti su misura per ogni diverso individuo, per diversi insiemi di tratti di personalità.

Nel tentativo di trovare risposte a queste domane, un gruppo di ricerca interdisciplinare ha analizzato i dati relativi all’uso di 18 diverse sostanze psicoattive in un campione di circa 2000 soggetti reclutati. I dati raccolti sono stati inseriti in un grande database e successivamente analizzati attraverso una serie di metodi di data mining. Questi metodi di analisi basati sulla statistica, le tecnologie informatiche di gestione e analisi dei grandi database e quelle del machine learning, dell’intelligenza artificiale, permettono di estrarre informazioni su associazioni tra variabili, somiglianze o anomalie negli insiemi di dati e negli schemi di variabilità e di organizzarle in strutture comprensibili per i diversi usi possibili, ad esempio fare predizioni sui comportamenti degli individui in relazione a un dato insieme di fattori ambientali.

 

I cinque tratti di personalità secondo la teoria dei big five

La ricerca ha usato il modello della personalità dei Big Five di Robert R. McCrae e Paul T. Costa. Questa teoria postula l’esistenza di cinque grandi dimensioni (Big Five) di personalità: 1) estroversione-introversione, 2) gradevolezza-sgradevolezza, 3) coscienziosità-negligenza, 4) nevroticismo-stabilità emotiva, 5) apertura mentale-chiusura mentale. Lo strumento di misurazione validato da Costa e McCrae è il NEO-PI, nel quale i Big Five sono chiamati: Estroversione, Gradevolezza o Amicalità, Coscienziosità, Nevroticismo, Apertura all’esperienza, che nella versione italiana sono rispettivamente definiti: Estroversione, Amicalità, Coscienziosità, Stabilità emotiva, Apertura mentale. Secondo gli autori della versione italiana del NEO-PI, ognuna di queste cinque dimensioni è costituita di due sottodimensioni. Per l’Estroversione: a) Dinamismo, b) Dominanza; per l’Amicalità: a) Cooperatività/Empatia; b) Cordialità/Atteggiamento amichevole; per la Coscienziosità: a) Scrupolosità, b) Perseveranza; per la Stabilità Emotiva: a) Controllo delle emozioni, b) Controllo degli impulsi; per l’Apertura Mentale: a) Apertura alla cultura, b) Apertura all’esperienza. Nella ricerca gli autori hanno aggiunto al modello del Big Five altri due tratti: l’impulsività e la ricerca delle sensazioni.

 

Tratti caratteristici dei consumatori di sostanze

L’analisi dei dati pubblicata recentemente da Springer nel volume Personality Traits and Drug Consumption: A Story Told by Data ha indicato che rispetto chi non ne fa uso, i consumatori di droghe hanno un tratto di neuroticismo più alto, vale a dire una minore stabilità emotiva. Inoltre i consumatori di sostanze presentano una più elevata apertura all’esperienza e una minore gradevolezza o amicalità e una più bassa coscienziosità. Esistono però differenze più specifiche tra chi usa e chi non consuma relative al tipo di sostanza usata. I consumatori di cannabis e di cocaina rispetto a chi non consuma hanno un tratto di ricerca delle sensazioni molto più elevato, ma i consumatori di cannabis tendono a essere meno impulsivi di coloro che non usano al contrario dei consumatori di cocaina che hanno un tratto di impulsività nettamente più elevato di chi non consuma.

Esistono inoltre significative differenze tra i consumatori problematici delle sostanze. Ad esempio, rispetto a chi usa ecstasy, i consumatori di eroina hanno Neuroticismo più alto, Estroversione inferiore, Apertura mentale inferiore, Gradevolezza o Amicalità inferiore e Impulsività superiore.

Più generalmente, la ricerca sembra aver identificato due principali tipi di consumatori di droghe. Un primo tipo che potrebbe essere definito come quello degli sperimentatori, caratterizzati da apertura mentale, gradevolezza, amicalità, alla ricerca di sensazioni e stati mentali insoliti. Incidentalmente facciamo notare che una elevata apertura all’esperienza è tipica anche per le persone creative e che la gradevolezza e l’amicalità costituiscono tratti prosociali importanti per il benessere individuale e il funzionamento dei gruppi umani. D’altra parte le capacità di adattamento, successo e per guadagnare salute, anche mentale, sono fortemente legate a una elevata coscienziosità. Le persone, capaci di concepire piani e perseguirli regolando i propri comportamenti in accordo agli obiettivi sono meno vulnerabili all’uso problematico di sostanze e alla dipendenza. L’altro gruppo di consumatori, individuato dalla ricerca è quello dell’uso problematico, contraddistinto da ritiro, instabilità e vulnerabilità emotiva, scarsa coscienziosità, negligenza che usano sostanze soprattutto per contrastare stati emotivi negativi e disturbanti.

È evidente che per questi due gruppi sono necessari approcci politici, amministrativi e sociali molto diversi e che eventuali sanzioni, riabilitazione psicosociale o medicalizzazione vanno indirizzati soltanto al gruppo di consumatori problematici.

 

Stefano Canali

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