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capsula di papavero da oppio con succo
capsula di papavero da oppio con succo

L’oppio è il succo lattiginoso estratto per incisione dalle capsule non mature del Papaver somniferum album (papavero sonnifero) e poi condensato all’aria. Il nome “oppio” deriva dal termine greco opos: succo.

La pianta raggiunge un massimo di 1,20-1,30 metri, ha fiori a quattro petali. L’odore è forte, simile a quello dell’ammoniaca o dell’urina fermentata. Il sapore è amaro. Il succo condensato viene raggrumato in pani del peso che varia dai 200 grammi a uno o due chili, rivestiti con foglie di papavero o con cellophan. Spesso viene presentato sul mercato anche sotto forma di bastoncini.

L’oppio grezzo è la sostanza base di tutti gli stupefacenti. Il termine stupefacente è qui usato in senso tecnico, come sostanza narcotica, capace di indurre uno stato stuporoso. L’uso generico di stupefacente per indicare tutte le sostanze in grado di alterare le funzioni mentali è scorretto e andrebbe sostituito con psicoattivo. Sostanze comunemente indicate come stupefacenti, ad esempio la cocaina, hanno un effetto opposto a quello narcotico, depressorio degli oppioidi.

L’oppio contiene circa 20 tipi di composti organici azotati dotati di elevata azione farmacologica a livello del sistema nervoso, gli alcaloidi, Tra questi alcaloidi sono presenti alcune sostanze di diffuso uso clinico nella terapia del dolore e della tosse, come la codeina, la papaverina, la narcotina. L’alcaloide principale dell’oppio è la morfina. Per le sue elevate proprietà analgesiche, nella prima metà dell’Ottocento essa è stata anche soprannominata la “medicina di Dio” e rappresenta tuttora il farmaco più usato nella lotta contro il dolore. La morfina purtroppo è stata anche il primo stupefacente iniettabile ad essere prodotto su scala industriale, in quantità e a prezzi tali da favorire una delle più gravi epidemie d’abuso della storia, e costituisce la base da cui si sintetizza uno degli stupefacenti più tossici e pericolosi: l’eroina.

 


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