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La pericolosa abitudine della “bevuta solitaria”

Pablo Picasso, La buveuse assoupie, 1902, Kunstmuseum, Berna

Assumere alcol in maniera eccessiva è sempre rischioso, ma il rischio è addirittura più grande se l’assunzione avviene in solitaria. Ciò è particolarmente vero se si considera la fascia demografica che gli anglosassoni chiamano emerging adulthood, una sorta di tappa intermedia – identificata e descritta negli ultimi decenni da parte di psicologi e sociologi- tra l’adolescenza e la piena età adulta.
Questi sono le interessanti conclusioni di un recente studio, pubblicato pochi mesi fa sulla rivista Addictive Behaviors, che origina da un dato piuttosto solido nella letteratura riguardante l’abuso da alcol: bere da soli in maniera frequente e reiterata riflette una perdita di controllo sull’azione stessa del bere, e può quindi portare a un uso rischioso della sostanza e a problemi socio-comportamentali assimilabili all’abuso e/o alla dipendenza da alcol.

Per verificare questa correlazione sui giovani adulti (tra i quali, secondo le ultime stime, circa il 15% assume alcol in un contesto asociale), i ricercatori hanno reclutato più di cento studenti universitari e hanno fatto compilare loro dei questionari riguardanti modalità, frequenza e quantità di assunzione di sostanze alcoliche; il team di ricerca canadese ha poi confrontato le risposte fornite in questo ambito con quelle date dagli stessi volontari in altri test (i partecipanti facevano infatti parte di un progetto più ampio che mirava a descrivere i comportamenti dei canadesi in rapporto all’alcol): l’assunzione solitaria correlava positivamente, nei giovani partecipanti, con gravi problemi associati ai criteri diagnostici comunemente utilizzati per identificare l’Alcohol Use Disorder (AUD, o Disturbo da Abuso di Alcol), in particolare l’esposizione a comportamenti rischiosi e/o nocivi; inoltre l’assunzione lontano da amici, parenti e familiari correla positivamente, anche se in maniera meno forte, con una diminuita considerazione di sé e con una peggiorata cura personale.

A questo link si può consultare l’abstract e l’articolo completo. 

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