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Emozioni, azioni e movimento

In situazioni emotivamente acute e di forte stress si può assistere talora a una parziale compromissione dell’efficienza motoria
Theo van Doesburg, Movimento eroico, 1916
Theo van Doesburg, Movimento eroico, 1916
Theo van Doesburg, Movimento eroico, 1916

In situazioni emotivamente acute e di forte stress si può assistere talora a una parziale compromissione dell’efficienza motoria. Questo tipo di esperienza si riscontra spesso negli atleti. Il calciatore che sbaglia il rigore oppure si mangia un facile gol a porta vuota, il tennista che ha recuperato uno svantaggio giocando alla perfezione e poi sbaglia clamorosamente una serie di semplici colpi per vincere la partita, e così via. Le emozioni acute condizionano il comportamento motorio anche nelle normali situazioni, in particolare l’energia associata al movimento, alla precisione e alla destrezza.

Da un recente studio pubblicato sulla rivista eLife[i] dal dottor Sho Aoki dell’Istituto di Scienze e Tecnologie di Okinawa e dal suo team internazionale di ricercatori, questo fenomeno sembra legato alla presenza di un circuito diretto che connette le aree emotive del cervello ai gangli della base, i centri cerebrali profondi deputati al controllo dei movimenti, alla loro struttura, finalità ed energia.

La capacità delle emozioni di influenzare il movimento è evidente, ad esempio, in condizioni neuropsichiatriche come la depressione, dove la diminuzione del movimento fisico e l’azione meno strutturata o finalizzata sono sintomi comuni. Fino a poco tempo fa, tuttavia, restavano ignoti i meccanismi cerebrali alla base di questa associazione tra stati emotivi e azione.

Lo studio ha esplorato il modo in cui le informazioni sulle emozioni raggiungono il circuito del movimento nel cervello utilizzando strumenti di tracciamento optogenetico e virale dei circuiti nervosi. In questo modo è stato descritto un percorso di comunicazione a senso unico che procede dal circuito delle emozioni a quello del movimento attraverso una struttura situata in profondità nel cervello: i gangli della base. Questa struttura è deputata all’organizzazione e alla direzione dei movimenti. Più precisamente i gangli della base sembrano avere un ruolo cruciale nella selezione del corso delle azioni, nello scegliere a quali movimenti dar corso momento per momento. I gangli della base sembrano cioè controllare e regolare le attività delle aree motorie corticali al fine di rendere i movimenti volontari efficienti, ordinati, sequenziali e precisi.

Il tracciamento delle interconnessioni tra circuiti emotivi e circuiti motori in un modello animale ha permesso di stabilire che i gangli della base agiscono anche come un crocevia attraverso cui il circuito delle emozioni può direttamente influenzare il circuito del movimento e così controllare l’azione.

Alcune malattie psichiatriche, come la depressione e l’ansia, possono alterare il corso delle azioni in modo significativo, diminuendo o aumentando il movimento e la capacità di iniziare e portare a termine comportamenti finalizzati. Questa interconnessione diretta realizzata attraverso i gangli della base può rappresentare la base strutturale che lega gli stati emotivi ai cambiamenti nel controllo delle azioni che si riscontrano nei disturbi dell’umore.

È auspicabile che, con altre tecniche meno invasive, questa ricerca venga estesa all’uomo perché potrebbe aprire interessanti prospettive. La comunicazione unidirezionale tra centri emotivi e strutture cerebrali motorie può essere infatti rilevante per il recupero da una lesione del midollo spinale. Fino ad oggi, per riparare questi danni, i ricercatori si sono concentrati quasi esclusivamente sulle strutture nervose deputate al movimento. Questi dati aprono nuove strade, enfatizzando il ruolo delle emozioni nella generazione e nella regolazione del movimento e suggeriscono di indagare nuovi metodi sperimentali per stimolare i centri cerebrali emotivi al fine di ottenere una più forte sollecitazione delle strutture motorie e, verosimilmente, facilitare il recupero delle funzioni compromesse. Allo stesso modo, una migliore comprensione del modo in cui funziona questa interazione tra strutture e funzioni emotive e motorie potrebbe aprire la strada a nuove tecniche sperimentali applicate al miglioramento della performance sportiva.

[i] Sho AokiJared B SmithHao LiXunyi YanMasakazu IgarashiPatrice CoulonJeffery R WickensTom JH RuigrokXin Jin (2019) An open cortico-basal ganglia loop allows limbic control over motor output via the nigrothalamic pathway eLife 8:e49995.

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