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Anedonia – incapacità di provare piacere – e consumo di Cannabis. Quali relazioni?

L'anedonia è la riduzione della capacità di provare piacere. Scopri i sintomi, le cause, i legami con le dipendenze (Cannabis, cocaina, ecc.) e le strategie preventive
anedonia

L’anedonia si riferisce a una condizione di compromissione dell’esperienza del piacere nelle sue diverse forme.

Nell’anedonia un individuo sembra perdere cioè la capacità di provare il piacere consumatorio e sensibilità del piacere anticipatorio. Il primo è quello che si prova mentre su mangia qualcosa di buono o durante un atto sessuale o in qualunque altra esperienza e comportamento associato a uno stato edonico, che dà piacere. Il piacere anticipatorio, l’immaginazione della gratificazione che si potrà provare con una certa cosa o un certo comportamento, è invece quello da cui scaturisce l’interesse, il desiderio, la motivazione, l’energia e l’azione verso oggetti e esperienze capaci di gratificarci, di dare piacere o soddisfazione. 

Il termine vien dal greco an (prefisso negativo) e hēdonē, “piacere” ed è stato introdotto nel 1896 dallo psichiatra francese Théodule Ribot (1839-1916) ne La psychologie des sentiments e definito come “patologica insensibilità al piacere”.

 

Che cos’è l’anedonia?

In termini rigorosi, l’anedonia può essere descritta come un senso di piattezza emotiva che spesso porta a una perdita degli interessi, della motivazione ad agire, del desiderio di intimità fisica: uno stato affettivo che ha profondi effetti debilitanti e che determina enormi difficoltà ad adattarsi alle situazioni sociali, o il completo ritiro. In un precedente articolo su Psicoattivo ho descritto i meccanismi neurobiologici del piacere e dell’anedonia.

Ma l’anedonia è una malattia a sé stante o una caratteristica di altre condizioni?

L’anedonia è generalmente considerato un sintomo, non una condizione primaria. È una condizione che sembra ricorrere in diverse patologie psichiatriche come la depressione (Klein, 1984), la schizofrenia, alcuni disturbi della personalità, il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) e i disturbi da uso di sostanze (Gardfield et al. 2014). Il legame tra uso di sostanze e anedonia, soprattutto Cannabis e anedonia, è ed è stato un tema molto dibattuto.

 

Anedonia, consumo di sostanze psicoattive e dipendenze

L’uso di sostanze, come cocaina, eroina e Cannabis determina l’insorgenza dell’anedonia? Oppure è la presenza di tratti anedonici o anedonia negli individui che porta al consumo di sostanze psicoattive come modalità di compensazione dell’assenza di piacere?

Alcune ipotesi suggeriscono che l’uso di sostanze psicoattive possa portare a un circolo vizioso tra conseguenze anedoniche dell’uso cronico di sostanze e ricorso a queste per stimolare i sistemi cerebrali del piacere e della ricompensa. Tuttavia le evidenze a sostegno di queste ipotesi restano controverse.

C’è anche un’ipotesi che l’anedonia possa precedere l’uso problematico di sostanze e rendere le persone più vulnerabili allo sviluppo della dipendenza. Anche in questo caso non sembrano esistere dati convincenti. L’anedonia in persone che non hanno mai usato sostanze non pare renderle più suscettibili a sviluppare nel tempo un consumo di tipo problematico. Più numerose sembrano le prove che suggeriscono il contrario (Rizvi et al. 2016).

 

Anedonia e consumo di Cannabis

Una recente revisione sistematica, vale uno studio che ha selezionato, valutato e riassunto le indagini sperimentali su questo tema, ha esaminato la correlazione tra anedonia e l’uso di Cannabis, esplorando se gli individui affetti da anedonia utilizzino la Cannabis come meccanismo di coping, di fronteggiamento di stati o condizioni negative o se, al contrario, l’uso di Cannabis contribuisca all’insorgenza dell’anedonia (Poyatos-Pedrosa et al. 2024).

La ricerca è stata condotta attraverso i database PubMed e Web of Science, seguendo le linee guida PRISMA per la selezione degli articoli. Sono stati selezionati in totale 21 studi per rispondere a questa domanda e presi in considerazione per qualità e standard scientifici 17 di questi. La valutazione ha coinvolto un totale di 12.427 partecipanti, tra esseri umani e animali. Gli studi sperimentali sugli animali si sono concentrati principalmente sull’associazione tra cannabidiolo (CBD) e anedonia, mentre gli studi sugli esseri umani hanno adottato prevalentemente un approccio osservazionale, analizzando diverse forme di anedonia in individui con o senza disturbi mentali, come la depressione o i disturbi psicotici, quelli che hanno come sintomi principali i deliri e le allucinazioni e tra cui rientrano: Schizofrenia, Disturbo delirante, Disturbo schizofreniforme, Disturbo schizoaffettivo, Disturbo psicotico breve.

 

Consumo di sostanze psicoattive, anedonia e adolescenza

Questi studi hanno inoltre approfondito gli effetti dell’anedonia durante l’adolescenza e hanno esplorato la relazione causale tra anedonia e uso di Cannabis. I risultati suggeriscono una relazione reciproca piuttosto che unidirezionale: l’anedonia iniziale predispone gli individui al consumo di Cannabis, mentre il consumo successivo intensifica significativamente i sintomi di anedonia.

Particolare attenzione è stata posta sugli adolescenti e sugli individui con disturbi mentali, evidenziando come queste categorie siano particolarmente vulnerabili alla relazione tra anedonia e uso di Cannabis.

Diversi studi hanno provato a verificare quanto incide negli adolescenti l’associazione tra tratti di anedonia e familiarità del consumo sulla transizione dal consumo esplorativo al poliuso pesante di sostanze psicoattive. Una ricerca in particolare ha riguardato 3.392 ragazzi che sono stati studiati dai 14 ai 16 anni con 4 diverse analisi ogni sei mesi sul consumo di tabacco, alcol e cannabis (Cho et al. 2019). I dati indicano che rispetto ai ragazzi che non usano sostanze, quelli che consumano contemporaneamente queste tre sostanze vengono soprattutto da famiglie in cui è già presente questo uso. Il dato sulla familiarità dell’uso è una delle evidenze più note e diffuse sul fenomeno. L’elemento originale della ricerca è invece la dimostrazione che il passaggio da un uso regolato a un policonsumo pesante tende ad avvenire nei ragazzi che a 14 anni manifestano la presenza dell’anedonia. L’associazione tra anedonia nella mezza adolescenza e policonsumo pesante a 16 anni è piuttosto consistente, una proporzione tra 0.33 e 0.42, vale a dire che oltre 1 ragazzo su tre con anedonia a 14 anni può diventare un poliabusatore pesante due anni dopo.

La ricerca indica inoltre che una più efficace educazione all’esperienza del piacere avrebbe una importante ricaduta preventiva, considerando anche il fatto che l’anedonia è un sintomo associato ad altri gravi disturbi del comportamento, come la depressione e la schizofrenia. La letteratura scientifica sta peraltro dimostrando che è possibile potenziare la sensibilità e la consapevolezza del piacere sin dall’infanzia con appositi esercizi cognitivi e pratiche (tra cui training mindfulness o altre pratiche contemplative), ma anche con semplici cambiamenti negli stili di vita, come l’intensificazione dell’attività fisica. Ne abbiamo parlato in alcuni articoli sul sito Psicoattivo, tra cui http://www.psicoattivo.com/insegnare-il-piacere-per-prevenire-luso-di-droghe/ e http://www.psicoattivo.com/curare-le-dipendenze-potenziando-la-consapevolezza-del-piacere/

L’efficacia di queste pratiche dipende dalla loro capacità di attivare i circuiti cerebrali dell’esperienza del piacere e di incrementare la loro efficienza per effetto di processi neuroplastici in grado di modificare durevolmente le loro microstrutture e funzioni.

L’evidenza dell’associazione tra poliuso pesante e anedonia apre infine a una nuova ulteriore possibilità preventiva. Potrebbe essere utile, ad esempio, suggerire a pazienti in trattamento per le dipendenze o ex pazienti o anche a genitori che comunque fanno uso di sostanze psicoattive di sottoporre i figli a un semplice test per la misurazione dell’anedonia già anche prima dell’adolescenza, al fine di individuare in età precoce questo fattore di rischio e avviare tempestivamente interventi adatti a ridurlo.

Stefano Canali

 

Bibliografia

Cho, J., Stone, M. D., & Leventhal, A. M. (2019). Anhedonia as a phenotypic marker of familial transmission of polysubstance use trajectories across midadolescence. Psychology of Addictive Behaviors, 33(1), 15-25.

Garfield JB, Lubman DI, Yücel M. Anhedonia in substance use disorders: a systematic review of its nature, course and clinical correlates. Aust N Z J Psychiatry. 2014 Jan;48(1):36-51. doi: 10.1177/0004867413508455.

Klein D. Depression and anhedonia. In: Clark C, Fawcett J, eds. Anhedonia and Affect Deficit States. New York, NY: PMA Publishing; 1984.

Poyatos-Pedrosa C, Bernabe-Valero G, Pelacho-Ríos L, Iborra-Marmolejo I. Cannabis and anhedonia: A systematic review. Psychiatry Res. 2024 Sep;339:116041. doi: 10.1016/j.psychres.2024.116041. Epub 2024 Jun 14. PMID: 38959579.

Rizvi SJ, Pizzagalli DA, Sproule BA, Kennedy SH. Assessing anhedonia in depression: Potentials and pitfalls. Neurosci Biobehav Rev. 2016 Jun;65:21-35. doi: 10.1016/j.neubiorev.2016.03.004.

 

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