Tabacco

Tabacco storiaIl tabacco veniva fumato già dal 1.000 a.C. dai Maya per usi religiosi e curativi. Con le migrazioni di questa popolazioni, il consumo del tabacco si diffuse in buona parte dell’America centro-meriodionale.

Nel 1492, la popolazione Arawak dell’isola di San Salvador, offriva in dono a Cristoforo Colombo foglie secche di tabacco, che però il navigatore gettava via. Saranno poco dopo Rodrigo de Jerez e Luis Torres i primi europei a osservare indigeni che inalano fumo attraverso una canna cava che chiamano tobago o tobaca. È Jerez a introdurre probabilmente l’uso del fumo di tabacco in Europa, cosa per cui finì impriogionato dall’Inquisizione spagnola.

Nel 1561, Jean Nicot consiglia alla sua regina, Caterina de’ Medici, di sniffare tabacco per attenuare le sue forti emicranie.  In onore di Nicot, il nome botanico Nicotiana assegnato al genere della pianta di tabacco. Sul finire del XVI secolo si diffondevano in Europa indicazioni mediche sulle proprietà curative del tabacco. Allo stesso tempo cresceva il suo uso voluttuario, che portava vari stati europei a bandire il tabacco.
Verso la fine del 1800 nascevano le prime manifatture industriali di sigari e sigarette e si radicava il consumo di massa. Soltanto verso la metà del Ventesimo secolo iniziò ad essere rilevata l’associazione tra fumo di tabacco e cancro all’apparato respiratorio.


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Tabacco

TabaccoEffetti ricercati: a piccole dosi dà attenuazione dell’ansia, specie nello stress; innalza il tono dell’umore; aumenta l’attività psicomotoria e sembra elevare l’attenzione e i processi cognitivi.

Meccanismi d’azione: la nicotina si lega a particolari recettori per l’acetilcolina, detti per questo nicotinici, stimolando così la trasmissione colinergica. Ciò può spiegare parte dei suoi effetti cognitivi. Aumenta il rilascio di noradrenalina e di dopamina, potenziando l’attività nervosa mediata da questi neurotrasmettitori, da qui il suo effetto psicostimolante. L’aumento dell’attività dopaminergica nel nucleus accumbens (un centro del sistema limbico) determina la gratificazione e il rinforzo che sono alla base della dipendenza dalla nicotina.

Effetti avversi a breve termine: vasocostrizione con aumento della pressione arteriosa e del battito cardiaco, stimolazione della secrezione acida nello stomaco.

Effetti avversi a lungo termine: dipendenza e sintomi d’astinenza, con stanchezza, difficoltà di concentrazione, mal di testa, calo delle capacità cognitive, riduzione della gettata cardiaca, fame, turbe del sonno, ansia, depressione e forte irritabilità. Alterazione delle funzioni del sistema ormonale, aumento dell’acidità dello stomaco con rischio di contrarre ulcere gastriche. Malattie del sistema respiratorio: dalle bronchiti croniche alle polmoniti, dall’enfisema polmonare sino al cancro per le proprietà cancerogene del fumo e dei suoi composti. Malattie del sistema circolatorio: aterosclerosi, spasmi delle arterie coronarie, aumento del rischio di infarto cardiaco.


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Tabacco

Tabacco storia

Il tabacco veniva fumato già dal 1.000 a.C. dai Maya per usi religiosi e curativi. Con le migrazioni di questa popolazioni, il consumo del tabacco si diffuse in buona parte dell’America centro-meriodionale.

Nel 1492, la popolazione Arawak dell’isola di San Salvador, offriva in dono a Cristoforo Colombo foglie secche di tabacco, che però il navigatore gettava via. Saranno poco dopo Rodrigo de Jerez e Luis Torres i primi europei a osservare indigeni che inalano fumo attraverso una canna cava che chiamano tobago o tobaca. È Jerez a introdurre probabilmente l’uso del fumo di tabacco in Europa, cosa per cui finì impriogionato dall’Inquisizione spagnola.

Nel 1561, Jean Nicot consiglia alla sua regina, Caterina de’ Medici, di sniffare tabacco per attenuare le sue forti emicranie.  In onore di Nicot, il nome botanico Nicotiana assegnato al genere della pianta di tabacco. Sul finire del XVI secolo si diffondevano in Europa indicazioni mediche sulle proprietà curative del tabacco. Allo stesso tempo cresceva il suo uso voluttuario, che portava vari stati europei a bandire il tabacco.
Verso la fine del 1800 nascevano le prime manifatture industriali di sigari e sigarette e si radicava il consumo di massa. Soltanto verso la metà del Ventesimo secolo iniziò ad essere rilevata l’associazione tra fumo di tabacco e cancro all’apparato respiratorio.


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