Dipendenze comportamentali. Il caso del gioco d’azzardo. Scienze cognitive, neuroscienze e trattamento

By | 27 ottobre 2017

Negli ultimi due decenni circa, il concetto di dipendenza ha subito un profondo slittamento teorico. I sintomi della tolleranza e della crisi di astinenza, tratti cardinali nella classica definizione biomedica della dipendenza, hanno assunto un aspetto secondario. Elemento centrale nella attuale concettualizzazione della dipendenza è la perdita del controllo volontario del comportamento come effetto di un apprendimento patologico.

La dipendenza sembra diventata cioè un disturbo cognitivo. In questa prospettiva peraltro si realizza la sostanziale identificazione dei meccanismi e dei processi patologici tra le dipendenze da sostanze e dipendenze comportamentali. La dipendenza rappresenterebbe infatti un disordine dell’apprendimento strumentale causato dalla reiterata attivazione del sistema di ricompensa cerebrale da parte delle sostanze d’abuso o da comportamenti associati a potenziali ricompense, come il gioco d’azzardo.

Secondo questa prospettiva, la ripetuta associazione tra ricompensa indotta dalle sostanze o dai comportamenti e stimoli associati trasformerebbe nel tempo questi ultimi in elementi predittivi di un premio. Quando questo tipo di apprendimento si stabilisce gli stimoli associati, luoghi, gesti, odori, emozioni, sensazioni viscerali si caricherebbero di una intensa valenza incentivante e la loro presenza percepita porterebbe all’innesco degli schemi comportamentali di uso, aggirando i controlli inibitori.

Questa idea della dipendenza è costruita intorno a concetti da lungo tempo oggetto di riflessione filosofia e nelle scienze cognitive, come quello di controllo volontario, decisione, motivazione, abitudine, incentivo, ricompensa, apprendimento, appetiti, desiderio e così via. La ricerca biomedica e anche la pratica clinica che se ne vorrebbe derivare stanno attualmente usando questi concetti in modo ingenuo e disinvolto, La filosofia e le scienze cognitive da più di un secolo hanno sviluppato su tali temi teorie assai precise e strumenti critici molto sofisticati. Un impianto teorico che resta largamente sconosciuto a chi studia e lavora nel campo delle dipendenze.

 

Un corso di formazione e aggiornamento su scienze cognitive, dipendenze comportamentali con un focus sul gioco d’azzardo patologico

Il corso ECM che si terrà a Pistoia il 13-14 dicembre 2017 presso la sede dell’UNISER, servizi universitari, dalla sezione regionale Toscana della Società Italiana Tossicodipendenze e dal Laboratorio Interdisciplinare della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati – SISSA – Trieste, esplorerà questa idea della dipendenza da un punto di vista critico e dalla prospettiva delle scienze cognitive. La conoscenza di quanto le scienze cognitive stanno portando alla luce a proposito dei processi in gioco nell’apprendimento, nella memoria, nel decision making,e dei meccanismi di controllo delle emozioni e degli appetiti sarebbe un potente ausilio per la ricerca sulle dipendenze e per la messa a punto di strategie cliniche e preventive più efficaci. La proposta di giornata di aggiornamento è pensata soprattutto in vista dell’avvicinamento e dell’incontro con queste conoscenze e competenze.

La seconda giornata del corso si concentrerà sulle dipendenze comportamentali e in particolare sul disturbo da gioco d’azzardo.

Saranno esaminati gli aspetti di base, le evidenze della ricerca neuroscientifica sulle dipendenze comportamentali e, a partire da questi saranno esplorate le dimensioni cliniche del gioco d’azzardo, le possibilità di prevenzione e di intervento anche basate sulle nuove tecnologie digitali, come la realtà virtuali, le App, i social media, i training cognitivi e comportamentali con i cosiddetti serious games.

Francis Bacon, Three Studies for a portrait of Lucian Freud, 1965

Evento formativo accreditato ECM

presso la Commissione Nazionale per la Formazione Continua in Medicina. N. 15 ore formative per n. 15,3 crediti ECM. ID Evento n. 209726

Evento accreditato per le figure professionali di Medico-Chirurgo (tutte le discipline), Psicologo. N. 50 posti ECM disponibili

 

 

Programma

13 dicembre

Scienze cognitive e dipendenze

Stefano Canali

Area neuroscienze e laboratorio interdisciplinare di studi avanzati – Scuola Internazionale di Studi Superiori avanzati – SISSA – Trieste | neuroetica.sissa.it

 

Ore 9-13

  • Dipendenze come disturbo cognitivo: esame critico delle evidenze e del concetto
  • Controllo volontario del comportamento. Mente modulare e Teoria dei sistemi decisionali neurocomportamentali
  • Distorsioni cognitive nelle dipendenze e autoinganno
  • Il paradigma delle abitudini: Le dipendenze come memorie procedurali e abitudini eccessive?

Ore 14-17,15

  • Apprendimenti, motivazioni, appetiti, comportamenti strumentali
  • Le scelte intertemporali e oscillazioni delle preferenze. Decidere oggi anche per il nostro Io di domani
  • L’autocontrollo, cosa lo scarica, come si potenzia o si riabilita, con esercizi e tecniche provate

 

14 dicembre

Le dipendenze comportamentali. Il caso del disturbo da gioco d’azzardo. Dalle neuroscienze al trattamento

Gabriele Zanardi, Roberto Mollica, Giuseppe Iraci

ore 9-10,15

Le dipendenze comportamentali. Neuroscienze, clinica, prevenzione

Gabriele Zanardi, Università di Pavia

 

Ore 10,30-12

Le nuove dipendenze in una società in trasformazione: piacere, divertimento e rischio nell’era di internet

Guido Intaschi, SERD Azienda USL Toscana Nord Ovest – Ambito territoriale Viareggio

 

Ore 12,15-13,30

Indicatori ed evidenze cliniche per la diagnosi di Disturbo da Gioco D’azzardo e formulazione di un piano di trattamento. Con esercitazioni su casi clinici

Giuseppe Iraci, Gruppo Incontro – Pistoia

Ore 14,30-15,45

Digital revolution e clinica dei disturbi da uso di sostanze e comportamentali: integrazione con gli strumenti tradizionali

Roberto Mollica, Sert 3 – ATS Metropolitana di Milano, Agenas – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

 

Ore 16-17,15

Sessione finale di lavoro di gruppo per ipotesi di applicazioni in clinica dei contenuti appresi, con restituzione e discussione in plenaria

 

 

Schema della didattica

Lezioni a carattere seminariale imperniate sull’interazione con gli studenti. Le lezioni saranno divise all’incirca per metà nella relazione e metà nella discussione.

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