Il progetto

By | 3 febbraio 2016

 

Mosta poster psicoattivoLa mostra, il libretto e il laboratorio Psicoattivo sono pensati per fare informazione seria sui temi dell’abuso di sostanze, scientificamente accreditata e obiettiva, senza moralismi.
Gli strumenti e le attività che proponiamo vogliono essere un mezzo per accrescere il livello di consapevolezza delle questioni relative alle sostanze psicoattive, da quelle legali, come il tabacco e l’alcol, alle sostanze illecite.
Considerata l’irriducibile diversità delle persone e quindi l’impossibilità di trovare approcci e messaggi adatti per tutti, nella prevenzione forse ciò che conta maggiormente è che i ragazzi arrivino a una comprensione più autonoma, matura e complessa dei significati che attribuiscono alle sostanze psicoattive; soprattutto che diventino capaci di immaginarne le conseguenze potenziali sulla loro vita concreta e per il loro futuro.
Per raggiungere questo obiettivo, la mostra e il laboratorio sono pensati per stimolare il diretto coinvolgimento dei ragazzi, attraverso il loro attivo coinvolgimento nella progettazione e nella creazione di materiali e prodotti multimediali utili alla prevenzione del consumo.
Facciamo presente, a tal proposito, che la mostra e il libretto-catalogo sono stati sviluppati nel corso di un’esperienza annuale con 5 classi di scuola superiore della Provincia di Roma, quindi grazie alla creativa partecipazione degli studenti. Questi hanno scelto i materiali proposti, supervisionato la produzione dei testi e indirizzato l’impostazione grafica.

Premessa teorica
L’approccio che proponiamo – tra cultura, valori e scienza – sembra essere uno dei pochi in grado di intervenire sulla dimensione soggettiva della persona nel rispetto della sua individualità. Ed è questa dimensione soggettiva lo spazio in cui si determina il significato che un individuo attribuisce alle sostanze psicoattive e al loro uso, e conseguentemente quella da cui dipendono i comportamenti che assumerà nei confronti di esse.
Per tale ragione il nostro progetto fa leva sull’empowerment, cioè su quel processo educativo che “abilita” l’individuo alla gestione della propria salute, attraverso un efficace controllo personale, un buon grado di autostima ed il possesso di un repertorio di competenze relazionali e di vita.
In questo tipo di interventi potrebbe risultare assai efficace una migliore conoscenza delle funzioni del cervello, base di ogni abilità, dell’autonomia, dello sviluppo dell’individuo come persona, come essere sociale. Un’altra area di interesse per attività di formazione e di prevenzione fa riferimento alle diverse dimensioni dell’affettività e della vita emozionale in età evolutiva: dalla biologia alle regolazioni culturali e sociali, agli aspetti legati alla ricerca delle sensazioni, del rischio e dell’eccesso.
Proprio i più recenti sviluppi delle neuroscienze avvalorano questo nostro indirizzo. Le conoscenze attuali indicano che i comportamenti d’abuso dipendono dalla perdita del controllo cognitivo del comportamento, rappresentano cioè risposte impulsive dettate dalla relativa preminenza dei centri cerebrali profondi da cui dipendono le componenti inconsce a automatiche delle emozioni. Ma è altresì noto che tanto maggiore è la capacità di elaborazione cognitiva delle risposte agli stimoli, tanto migliore la consapevolezza e quindi la capacità di analisi degli stimoli e degli stati interni soggettivamente percepiti, quanto più un individuo diviene capace di inibire e controllare le tendenze impulsive. Da questo punto di vista, le conoscenze neuroscientifiche sui meccanismi di funzionamento del cervello, sui processi emotivi, potrebbero contribuire ad aumentare le capacità di controllo volontario del comportamento, e quindi l’abilità a resistere a stimoli che evocano o inducono il consumo di sostanze o la messa in atto di comportamenti potenzialmente rischiosi e additivi, come il gioco d’azzardo.

Finalità e risultati attesi
La mostra e il laboratorio forniscono gli strumenti per comprendere le variabili biologiche, farmacologiche e psicosociali, le loro mutue influenze, nei complessi e rischiosi rapporti tra individui e agenti che alterano gli stati mentali. L’intento consiste nel promuovere l’autonomo raggiungimento di una comprensione più matura e complessa delle problematiche e delle potenziali conseguenze sulla vita concreta legate al consumo di sostanze.
I ragazzi usano uno strumento straordinario, di eccezionale complessità e capacità, e per questo anche di grandi vulnerabilità, senza sapere bene come funziona, come si costruisce, quali sono i suoi specifici limiti, quali strategie comportamentali possono portare al suo pieno sviluppo e come, viceversa, il cervello rappresenti l’organo principale nella consolidazione e nella possibilità di cambiamento degli stili di vita. La mostra e il laboratorio Psicoattivo mirano proprio ad usare le conoscenze sul cervello e sull’emotività per attuare la sua specifica strategia preventiva.

Descrizione del progetto
Il laboratorio è costruito attorno alla mostra Psicoattivo, iniziativa già apprezzata a livello nazionale e di cui userà tutti i diversi strumenti multimediali e interattivi.

La mostra
Poster con testi, immagini e didascalie. La mostra si compone di:

  • 12 postazioni visual (pannelli a 4 colori 80X200) montate su strutture modulari;
  • 1 video sul cervello
  • 1 video su evoluzione, cervello ed emozioni
  • 1 video sulla storia e le dimensioni socioculturali dell’uso delle sostanze psicoattive e delle dipendenze;
  • 4 stazioni interattive touch-screen con: a) animazioni, filmati, testi, immagini sulla neurotrasmissione, b) sui conflitti tra ragione e desideri, c) animazioni, filmati, testi, immagini sugli effetti e i meccanismi d’azione delle sostanze; d) e test interattivo per personalità vulnerabile alla ricerca del rischio;
  • 1 spazio gioco didattico, dove i ragazzi potranno misurarsi tra di loro nella scoperta di nuovi contenuti e nella soluzione di problemi
    Tutti gli strumenti didattici e multimediali sono ricchi di immagini di grande pregio esemplificativo ed estetico e provengono dai maggiori istituti di ricerca neurobiologica e farmacologica a livello nazionale ed internazionale. Le immagini sono realizzate con le più avanzate tecniche di visualizzazione in vivo delle funzioni del cervello, della microscopia elettronica e della modellazione 3D delle molecole.

Il libretto-catalogo
Si compone di 58 pagine formato 15X21 cm tutto a colori con grafica accattivante, sintetico e straordinariamente illustrato. Raccoglie i testi e tutte le immagini della mostra, circa 250 tra immagini di attualità e scientifiche.

Il laboratorio
Il laboratorio è il momento formativo centrale, all’interno del quale, il dialogo, il confronto, la didattica multimediale, interattiva e improntata al fare, mediano l’apprendimento critico e la capacità di farsi portatori attivi di un sapere orientato verso stili di vita sani.
Il laboratorio prevede la realizzazione di un prodotto finale.


Attività proposte

Modalità didattica generale
Esercizi e attività in ingresso e in uscita per ogni modulo. Le attività prevedono l’uso degli strumenti interattivi, dei giochi e dei contenuti multimediali della mostra Psicoattivo, ma anche giochi di ruolo, simulazioni, drammatizzazioni, problem-solving, discussioni, analisi di casi, brainstorming, produzione di immagini e multimedia.

Laboratorio di formazione e aggiornamento per educatori, insegnanti. 4-6 ore (mezza giornata)
Per docenti ed educatori che lavorano a vario titolo con i ragazzi, le conoscenze prodotte dalle neuroscienze, come quelle veicolate attraverso e intorno alla mostra Psicoattivo, sarebbero tese a sviluppare una capacità di operare, educare e insegnare tenendo a mente il cervello, nella comprensione dei limiti, delle prerogative e delle specifiche funzionalità del cervello ai diversi stadi dello sviluppo e del modo in cui ciò influenza il repertorio comportamentale dei ragazzi, le abilità cognitive, la dimensione affettiva e relazionale.
Veicolati e discussi calibrandoli alle esigenze degli insegnanti coinvolti, i contenuti del laboratorio sono quelli indicati nel laboratorio di formazione e aggiornamento dei ragazzi.

Laboratorio per studenti e per la formazione di tutor per la peer-education. 6-8 ore (1 o 2 mattine)
Il laboratorio è finalizzato a formare tutor per la peer education, che si accuperanno di attivare percorsi di didattica integrativa con i loro coetanei nelle classi degli istituti di appartenenza e faranno da guide della mostra Psicoattivo.
Che cos’è la Peer-Education? L’educazione tra pari consiste in un approccio, una metodologia, una strategia educativa in cui il cambiamento, la conoscenza, l’insegnamento, la formazione vengono promosse dai pari, ossia tra individui che per età, situazione sociale, culturale o altre caratteristiche, hanno una condizione uguale o analoga agli altri a cui si rivolgono. La peer-education è una strategia educativa rivoluzionaria, perché ribalta la centralità nel rapporto pedagogico dagli educatori ai giovani appositamente formati e preparati. I messaggi e le attività gestite e mediate da un peer educator, riescono a stimolare l’ascolto dei ragazzi e soprattutto sembrano in grado di produrre modificazioni sostanziali negli atteggiamenti e nei comportamenti dei ragazzi, poiché l’ascolto del messaggio è accompagnato da una sintonia emotiva, da processi di identificazione e di relazione concreta.

Contenuti e obiettivi del Laboratorio

Modulo 0. Introduzione, presentazione e cosa sono le sostanze psicoattive?
Contenuti: Introduzione e presentazione dei partecipanti, illustrazione dei contenuti e obiettivi del laboratorio. Definizione dei principali concetti utili a comprendere la natura e le problematiche connesse all’uso e abuso di sostanze psicoattive. Attività e obiettivi: Test in ingresso per valutare le conoscenze generali, presentazione dei partecipanti con piccolo gioco di apertura, illustrazione degli obiettivi del laboratorio.

Modulo 1. Come si costruisce il cervello e quindi come il comportamento influenza la costruzione del cervello.
Contenuti: Analizzare le componenti di cui si compone il cervello, e le modalità con cui si costruisce e si modifica, introducendo termini come neurogenesi e neuroplasticità. In questo modo, si cercherà di puntare l’attenzione sull’importanza che rivestono le attività quotidiane nel modificare la struttura e le connessioni neuronali.
Obiettivo: Esplorare le conoscenze sul cervello e le emozioni. Attività: Questionari di autovalutazione delle conoscenze, giochi e test. Si prevede lo svolgimento delle attività in gruppo, per permettere una maggiore interazione e adeguato coinvolgimento. Alla fase interattiva segue una parte di trasmissione di contenuti, nella quale si predilige l’utilizzo di immagini, video, contenuti interattivi e slide della mostra Psicoattivo.

Modulo 2. Maturazione del cervello nei giovani e maturazione dei processi emotivi, motivazionali e cognitivi
Contenuti: Questo modulo illustrerà le tappe, i processi e i percorsi di maturazione del cervello nei ragazzi. Si tenterà di chiarire quali sono i determinanti e i vincoli biologici che incidono sulla maturazione dei processi emotivi, motivazionali e cognitivi e in che modo questi determinanti e questi vincoli interagiscono con i fattori d’ordine educativo e culturale. La neurobiologia dello sviluppo del cervello suggerisce che esistono dinamiche affettive e cognitive che i ragazzi non riescono a comprendere e a gestire come si riesce a fare da adulti e che quindi certi messaggi e certi atteggiamenti nel rapporto educativo vanno modulati sulle reali possibilità e sulle modalità effettive con cui funziona il cervello dei ragazzi.
Obiettivi: Approfondire le conoscenze attuali sui comportamenti d’abuso, che sembrano essere collegati e dipendere dalla perdita del controllo cognitivo del comportamento, nel senso che rappresentano risposte impulsive dettate dalla relativa preminenza dei centri cerebrali profondi da cui dipendono le componenti inconsce a automatiche delle emozioni.
Attività: i ragazzi dovranno interpretare (o leggere e rispondere) situazioni quotidiane che inducono alla riflessione sulla necessità di sviluppare strumenti cognitivi forti che aiutino la gestione e inibizione della tendenza a scaricare le emozioni in maniera impulsiva e non funzionale.

Modulo 3. Cervello, emozioni, processi cognitivi e ricerca del rischio e impulsività
Contenuti: Illustrare le ragioni neurobiologiche dell’impulsività nei ragazzi, della ricerca del rischio, dell’eccesso. Gli studi di brain imaging hanno dimostrato che la corteccia frontale, regione preposta al controllo della scarica dei comportamenti emotivi e quindi dell’impulsività matura molto tardi, intorno ai venti anni, mentre i centri profondi del cervello emotivo raggiungono uno sviluppo funzionale diversi anni prima.
Obiettivo: diminuire la sfera dell’impulsività. Migliorare le capacità di controllare gli impulsi e comprendere la relazione tra emozioni e processi decisionali.
Attività: role-playing in cui i ragazzi, divisi in gruppi, dovranno rappresentare situazioni ad elevata intensità emotiva che richiedono spiegazioni originali e creative. Utilizzeranno il pensiero laterale, una modalità di risoluzione dei dilemmi che prevede l’osservazione del problema da diverse angolazioni.

Modulo 4. Il Cervello, il Piacere e la Ricompensa
Contenuti: Comprendere cosa è il sistema di ricompensa cerebrale, che si attiva quando uno stimolo ambientale è legato alla soddisfazione di un bisogno, che funzione svolge nei comportamenti d’abuso e nell’apprendimento delle azioni che generano piacere o dolore.
Obiettivi: Collegare il controllo volontario del comportamento e la consapevolezza degli strumenti cognitivi per inibire e controllare le tendenze impulsive allo sviluppo di abilità utili per resistere a stimoli che evocano o inducono il consumo di sostanze o la messa in atto di comportamenti potenzialmente rischiosi e additivi. Attività: con la tecnica del circle time o del brainstorming, si permette ai ragazzi di esprimere liberamente le proprie idee e le proprie conoscenze. Attraverso il racconto di una storia, si chiede di immedesimarsi e di analizzare le azioni, i sentimenti, le cause alla base di un certo tipo di comportamento.

Modulo 5. Cervello, emozioni e felicità
Contenuti: Alla luce delle conoscenze sulla neurobiologia delle emozioni, questa parte affronterà l’esame delle possibili strategie per promuovere una maturazione serena, equilibrata e felice nei ragazzi. Si tenderà a illustrare quali accorgimenti, quali possibili sollecitazioni, quali stili di vita e comportamenti perseguire per migliorare le capacità di gestione delle emozioni e le capacità di usare la dimensione affettiva per perseguire una vita appagante, pervenire la ricerca del rischio e la devianza.

Allestimento mostra – Formazione guide
La formazione prevede l’approfondimento dei pannelli di cui si compone la mostra Psicoattivo, per permettere ai ragazzi formati di essere guide per la mostra stessa, educatori ed eventualmente facilitatori di nuovi progetti educativi sul tema all’interno delle scuole o negli spazi di aggregazione giovanile. Inoltre si punterà l’attenzione sulla messa a punto delle migliori strategie comunicative per la diffusione delle informazioni contenute nella mostra, prevedendo anche una simulazione di visita, con discussione e coinvolgimento dei ragazzi e infine una valutazione dei possibili ostacoli comunicativi, come probabili domande o richieste di approfondimento di specifici argomenti di difficile comprensione.

Itineranza della mostra Psicoattivo nelle scuole, nei locali degli enti pubblici e del privato sociale, nei locali sportivi
Avvio dell’itineranza della mostra. L’apertura della mostra sarà accompagnata da un incontro pubblico divulgativo tenuto da studiosi di discipline diverse. Questo potrà essere anche particolarmente rivolto alle scuole, agli insegnanti ed educatori, ai genitori. Nell’incontro saranno presentate e delineate le linee generali e la filosofia del progetto. In questa fase saranno altresì presentate immagini, testi, video e ogni altro materiale utile per accompagnare la visione della mostra e dei supporti multimediali, suggerendo anche possibili indirizzi di ricerca autonomi.

Prodotti realizzati a partire dalle attività svolte intorno alla mostra Psicoattivo
La presenza della mostra e le attività organizzate dai tutor e dai docenti formati nei laboratori dovrebbero auspicabilmente portare alla creazione di prodotti per l’informazione o a manifestazioni della creatività giovanile (musica, piccole opere letterarie, video, disegni, mostre, multimedia, laboratori teatrali, cartelloni, ecc.) legati ai contenuti dei laboratori.
Inoltre sarà possibile organizzare convegni, visite guidate per la cittadinanza, giornate di inaugurazione e di chiusura del progetto con la presentazione e la premiazione dei lavori eventualmente realizzati dai ragazzi, la visione del video di documentazione dell’attività svolta, o ancora pensare ad eventi sportivi o spettacoli di musica, attività artistiche e creative.
Già efficacemente sperimentato è il Laboratorio di video photo-peer education.

Laboratorio di video photo-peer education
Il programma del laboratorio è pensato perché il peer educator passi la conoscenza attraverso l’immagine. Un’immagine pensata, responsabilizzata, connotata emozionalmente, dall’intuizione di un sentimento alla rappresentazione iconografica di questo sentimento/emozione, in cui il brainstorming (una delle tecniche più usate per la costruzione di una sceneggiatura) diviene, nel percorso di video photo-peer education, uno dei momenti alla base della responsabilizzazione e dell’analisi della percezione del rischio.
La storia per immagini che nascerà dal percorso di formazione dei ragazzi, potrà essere uno strumento utile a disposizione dei docenti e degli stessi peer-educator, come kit formativo per interventi in aula sui temi di promozione di stili di vita sani e di prevenzione del rischio. Gli studenti che partecipano al laboratorio avranno la possibilità di presentare alla scuola il cd-rom con lo storyboard ideato e realizzato con il loro contributo e potranno così avvalersi di uno strumento privilegiato per illustrare un percorso di peer-education sul tema delle emozioni, del cervello e delle sostanze psicoattive che su questi influiscono.
Il gruppo di lavoro produce, durante il laboratorio, diverso materiale, come per esempio le “foto interviste” realizzate con le immagini autoprodotte dai partecipanti e da questi commentate assieme agli operatori psico-sociali. Anche questo materiale verrà messo a disposizione delle scuole di modo che il bagaglio del peer educator possa avvalersi anche di questo utile documento per fare un’analisi sulla polisemia dell’immagine e sulla diversa percezione delle emozioni ad essa collegate da parte dell’osservatore.
Il laboratorio inizia dalla produzione di immagini significative, alla rivisitazione del materiale informativo per arrivare alla costruzione di un messaggio condiviso, ma non termina qui perché il materiale prodotto, ovvero le foto interviste ed il fotoromanzo, potranno essere strumenti di laboratori successivi, in un continuum comunicativo.