Dall’oppio all’eroina. Storia degli oppioidi

By | 1 gennaio 2016

Oppio storia

Indizi archeologici suggeriscono che il papavero fosse usato dagli assiro-babilonesi come pianta medicinale già nel 2.700 a.C. Nel papiro di Ebers, scritto egizio di ricette e preparati curativi, si trova invece un medicamento che mette il fuga il pianto dei bambini a base di capsule di “mehes”, con tutta probabilità capsule di papavero.

Nelle civiltà greca e romana l’oppio ricorreva nei miti ed era presente in moltissimi tipi di pozione (teriaca) messi a punto dai medici. L’oppio costituiva il principio curativo fondamentale della farmacopea araba e da questa passò quindi nella medicina europea, dove rappresentò sino al XIX secolo la sostanza più usata.

Con l’avviarsi della Rivoluzione industriale, l’oppio, ormai  prodotto in larga scala, diveniva una merce acquistabile a basso prezzo, una qualità che ne promuoveva l’abuso di massa.

Nella prima metà dell’Ottocento, l’isolamento della morfina dall’oppio e la successiva messa a punto della siringa ipodermica facevano aumentare enormemente le possibili applicazioni terapeutiche, ma allo stesso tempo moltiplicavano i rischi di abuso. Verso del secolo la morfinomania diventava una piaga sociale. Nel 1897 la Bayer annunciava il lancio di nuovo prodotto «Contro tutti i dolori, sedativa della tosse, per la cura dei tossicomani», era l’eroina.


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