Nuove conferme: fumare aumenta il rischio di psicosi

By | 12 marzo 2018

Fumare almeno dieci sigarette al giorno contribuisce ad un aumento del rischio di sviluppare episodi psicotici. Questo rischio, inoltre, aumenta nel caso in cui l’abitudine al tabagismo si consolidi prima dei 13 anni di età. Sono questi i risultati più eclatanti che emergono da un esteso studio longitudinale – che ha coinvolto più di 6.000 volontai – recentemente pubblicato sulla rivista Acta Psychiatrica Scandinavica

I partecipanti sono stati esaminati alla nascita, intorno ai 15-16 anni e intorno ai 30, cercando di stabilire eventuali connessioni tra i comportamenti adottati durante l’adolescenza e lo sviluppo di comportamenti psicotici: è quindi emerso in modo evidente che uno di questi comportamenti rischiosi è, appunto, il fumo di sigaretta.
Ed è un risultato che rimane validi anche quando si prendono in considerazione, normalizzando e correggendo i dati ottenuti, i fattori di rischio già conosciuti, che possono contribuire allo sviluppo di psicosi: le eventuali esperienze psicopatologiche pregresse, l’uso o abuso di altre sostanze (come alcol e/o sostanze stupefacenti) e la storia familiare (che può indicare una predisposizione genetica).

Prevenire il “vizio” della sigaretta negli adolescenti potrebbe quindi, secondo gli autori dello studio, avere un importante effetto preventivo sulla salute mentale. Maggiori informazioni sono presenti sul sito della rivista.

 

 

2 thoughts on “Nuove conferme: fumare aumenta il rischio di psicosi

  1. Daniel L. Amram

    Questo lavoro citato è molto interessante perché da un minimo di ribalta a quello che può essere una chiave di lettura FONDAMENTALE per la lotta al disturbo da uso di sostanze in generale e al tabagismo in particolare. L’articolo del Collega Turconi è, a mio parere, molto più “soft” rispetto a quanto emerge dalla lettura del lavoro di Mustonen et al. Se è vero che la significatività raggiunta è massima per la correlazione tra tabagismo e sintomi psicotici nel gruppo di fumatori di 10 o più sigarette al giorno, si hanno altre due significatività più attenuate numericamente ma più importanti concettualmente: quella tra PRECOCITA’ d’uso e sintomi psicotici e quella di una CORRELAZIONE tra numero di sigarette fumate e sintomi psicotici, ambedue le situazioni evidenziate dagli autori stessi. E’ interessante anche la correzione al netto del misuso di altre sostanze psicotrope sia più bassa rispetto a quella del dato “crudo” il che fa paventare in questo gruppo un frequente misuso precoce di alcolici, cannabis etc. e quindi all’insorgenza anche di un DISTURBO DA USO DI SOSTANZE, condizione contemplata, (come del resto anche il disturbo da uso di nicotina/tabacco) dal DSM-5. E’ importante riflettere anche sul limite dello studio citato dagli stessi autori che non era possibile indagare adeguatamente sulle esperienze avverse dell’infanzia degli adolescenti oggetto dello studio che potevano essere un elemento importante anche in questo contesto…
    Quindi, mi permetto di sottolineare che il TABAGISMO (disturbo da uso di nicotina/tabacco) NON E’ UN’ABITUDINE (seconda riga del testo del collega) bensì una DIPENDENZA. Occorre inoltre EVITARE TRA OPERATORI DEL SETTORE la PESSIMA ABITUDINE di considerare il tabagismo come un “VIZIO” (anche se messo tra parentesi) CHE E’ TRA L’ALTRO UN ERRORE SCIENTIFICO. Si tratta della PEGGIORE DIPENDENZA DA SOSTANZA, che non solo come dice l’OMS è la principale causa evitabile di malattie e di morte al mondo, ma anche, come ormai classicamente dimostrato da Densie Kandel epidemiologicamente, e dal suo marito Eric Kandel, (vincitore del premio Nobel per la Medicina) preclinicamente su ratti e molecolarmente, come il GATEWAY DRUG di ECCELLENZA, spesso aiutata dall’alcol, per le droghe d’abuso considerate “pesanti” come COCAINA, AMFETAMINA, OPPIACEI ETC. Cari Saluti Dr. Daniel L. Amram, Pontedera (PI).

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  2. Marcello Turconi Post author

    Gent.mo Daniel,

    innanzitutto i miei più sentiti ringraziamenti per il suo commento costruttivo, che stimola la discussione e il dialogo su queste tematiche sicuramente delicate.
    In questa nuova tipologia di contenuti del sito, che potremmo definire di “rassegna stampa”, cerchiamo di presentare gli studi e le ricerche più innovative riguardanti le tematiche delle dipendenze e dell’abuso di sostanze: sono tuttavia semplici spunti di riflessione, che acquisiscono sicuramente più importanza grazie al contributo di chi, come lei, è impegnato quotidianamente nello studio e nella lotta a queste dannose pratiche comportamentali.
    Solo una piccola precisazione: ho utilizzato il termine “vizio” tra virgolette proprio ad indicare (e mi scuso se non ci sono riuscito) che quella che a tutti gli effetti è una dipendenza da sostanza (tra le più gravi, peraltro, in termini sociosanitari) viene trattata molto spesso come un qualcosa di frivolo e transitorio.
    Grazie ancora e a presto!

    Marcello

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