Farmaci psicostimolanti: effetti su neurotrasmettitori ed emozioni

By | 16 marzo 2018

Un recente studio, apparso sulla rivista Neuropsychopharmacology, ha evidenziato gli effetti che alcuni farmaci comunemente utilizzati nel trattamento di deficit dell’attenzione e/o di iperattività hanno sul cervello e sullo stato emotivo di chi non è affetto da tali disturbi. Obiettivo principale della ricerca era infatti cercare di capire che effetto possono avere questi farmaci su quelle persone che non soffrono di deficit attentivi, ma che invece (come succede da ormai diversi anni nei Paesi anglosassoni e, sempre più frequentemente, anche in Europa) vogliono aumentare le  prestazioni lavorative, o quelle legate allo studio.

Il gruppo di ricerca guidato dalla Professoressa Tara White ha riscontrato un aumento del rilascio di glutammato, un neurotrasmettitore cruciale per diversi processi neurali, tra cui memoria e apprendimento: la concentrazione di tale molecola (così come quella di glutamina e creatina) aumentava, circa due ore e mezza dopo l’assunzione di Desoxyn o di d-anfetamina, a livello di corteccia cingolata dorsale anteriore (dACC), una “stazione di scambio” fondamentale che connette diversi network cerebrali coinvolti nei processi emozionali, decisionali e comportamentali.

Altro aspetto molto interessante di questa ricerca è che l’aumento di glutammato è correlato (anche se, come sottolineano gli autori stessi, il nesso di causa-effetto non è stato dimostrato) all’entità e alla durata delle risposte emozionali positive, soggettivamente riportate dai partecipanti allo studio.  Tutti i dettagli e i risultati della ricerca sono consultabili direttamente dal sito web della rivista. 

 

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