Droga: una definizione

By | 17 marzo 2016

Una prima vasta e moralmente neutra definizione di “droga” considera tale ogni sostanza in grado di modificare e perturbare gli equilibri del nostro essere in tutti e tre i distinti, ma interrelati, livelli su cui esso può rappresentarsi, quello biologico, quello psicologico e quello sociale.

Gli equilibri del primo livello sono in sostanza quelli della fisiologia. Le droghe interferiscono con i processi biochimici finalizzati al mantenimento delle condizioni normali dell’organismo e soprattutto agiscono sui meccanismi delle funzioni cerebrali, alterando gli eventi elettrochimici che sono alla base delle attività normali delle cellule nervose: la trasmissione e l’elaborazione di informazioni.

Gli equilibri del secondo livello sono una rappresentazione vissuta dei meccanismi cerebrali appena illustrati. Modificando le funzioni cerebrali, e più in generale le condizioni organiche, le droghe minano o addirittura annullano gli equilibri psicologici e le capacità di far fronte a situazioni di disagio intrapsichico, ambientale o interpersonale.

Gli equilibri del terzo livello dipendono dalle condizioni dei due livelli precedenti, ma a sua volta il livello sociale vincola ed influenza la dimensione psicologica e quella organica. A livello sociale, infatti, si definisce il significato del nostro comportamento e quindi anche dell’uso delle droghe. A livello sociale si individua il significato del comportamento normale e di quello deviante e che si giudica sull’uso o sull’abuso delle droghe. Ed è al livello storico e culturale, inoltre, che si può parlare, con atteggiamenti e riferimenti così dissimili, dell’uso delle droghe che si dà nei tossicomani e di quello che invece viene ancora oggi praticato dagli sciamani dell’America centro-settentrionale.

Il significato dei comportamenti, delle abitudini, degli stili di vita che un individuo ricava dalla cultura e dai valori della società è poi uno dei fattori che più condizionano l’esito del riaggiustamento psicologico e quindi biologico conseguente all’uso delle droghe. È il significato storico-culturale di normalità e di devianza, infine, a determinare l’atteggiamento della società nei confronti di chi fa uso di droghe e quindi conseguentemente le possibilità per quest’ultimo di adattarsi senza danni alla sua nuova condizione.

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