Desiderio e ragione

By | 2 gennaio 2016

Desiderio e ragione

Gli esseri umani hanno una tendenza innata ad agire per soddisfare i desideri, a finalizzare cioè i comportamenti per ottenere una ricompensa, un piacere immediato. Con lo sviluppo, l’educazione e le esperienze, questa tensione viene temperata da meccanismi cognitivi, la “ragione”, che rendono possibile il controllo volontario del comportamento, come l’inibizione dei desideri giudicati inappropriati o la pianificazione di comportamenti complessi per obiettivi a lungo termine.

Il bilancio tra desideri e ragione sembra realizzarsi grazie alla costante interazione tra parti profonde (area ventrale tegmentale, nucleo accumbens, amigdala), dove pare codificata la tendenza al piacere immediato e parti corticali del sistema di ricompensa cerebrale (corteccia prefrontale, in particolare quella orbitofrontale e anteroventrale), nelle quali invece vengono combinati apprendimenti, memorie, valutazioni cognitive degli stimoli interni e dell’ambiente esterno. In generale la corteccia prefrontale sembra inibire la tendenza alla soddisfazione immediata del desiderio.

Maggiore è l’interconnessione e l’interazione funzionale tra corteccia e parti emotive profonde del sistema di ricompensa più fine ed efficace Il controllo della pulsione verso il piacere immediato. Ciò suggerisce che per aumentare la modulazione degli impulsi emotivi sia necessario svilupparne una elaborazione cognitiva e consapevole.


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